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Comune d'Italia Sauris

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Affittacamere - Domini Di Domini Ido 

Sauris (UD): Loc. Lamaina, 8 33020

Hotel - Riglarhaus (2 Stelle)

Sauris (UD): Fraz. Lateis, 3 33020

Bed and breakfast - Regina Di Vecchi Regina 

La Maina Sauris (UD): Frazione La Maina , 7 33020

Rifugio - Eimblatribn 

Sauris di Sotto Sauris (UD): 33020

Hotel - Neiderhörbige (1 Stella)

Sauris di Sopra Sauris (UD): Sauris di Sopra, 38 33020

Informazioni Turistiche sul comune di Sauris

Sauris

Dove si trova:
Sauris è un comune dalle molte peculiarità: è una delle poche isole linguistiche tedescofone del Friuli, uno dei comuni meno popolosi della regione (circa 420 abitanti) e un membro dell’esclusivo Club dei Borghi Autentici d’Italia.
Il comune sorge nella parte nord occidentale della provincia di Udine, proprio al confine regionale con il Veneto, ad un’altitudine record per il Friuli di ben 1212 metri s.l.m., e all’interno del suo territorio comunale comprende l’omonimo lago, una delle risorse naturalistiche più belle della zona, meta di migliaia di turisti in ogni periodo dell’anno.

Cenni storici:
Una leggenda popolare narra che il paese di Sauris sia stato fondato da due soldati tedeschi, che stanchi della guerra e delle battaglie che imperversavano sui territori da loro abitati, si rifugiarono qui, in una vallata impervia ed isolata.
La storia più veritiera ci spiega, invece, che i primi abitanti della Val di Lumiei arrivarono intorno alla metà del XII secolo, il tutto attestato da fonti d’archivio dirette ed indirette, e provenivano da qualche vallata al confine tra Carinzia e Tirolo.
I discendenti di questa popolazione continuarono nei secoli a parlare una lingua tedesca, con cadenza basso bavarese, e ben si adattarono al clima rigido, agli inverni lunghi e alle altitudini di Sauris. Vivevano di agricoltura, si coltivava il grano saraceno, orzo, cavoli, cappucci, fave, oppure durante la stagione estiva portavano il bestiame al pascolo, falciavano i prati e lavoravano nei boschi, da dove ottenevano la nobile  materia prima per le costruzioni e per scaldarsi: il legno.
Durante le stagioni più piovose e rigide (autunno ed inverno), scendevano a valle (a piedi, o con carri trainati da cavalli o con slitte), per commerciare e barattare i prodotti della terra, o i manufatti artigianali (intagliavano il legno, o cardavano e tessevano le fibre naturali come lana e lino, attività prettamente maschile a Sauris).
L’impronta tedesca è ancora forte oggi a Sauris: isola alloglotta si parla il saurano di derivazione tedesca, nelle tradizioni popolari e nella venerazione di alcuni santi. A Sauris si venera
Sant’Osvaldo, re di Northumbria regione settentrionale dell’Inghilterra, che visse durante il VII secolo e morì da guerriero in battaglia. Santo taumaturgo, protettore delle epidemie, era molto venerato nella Germania meridionale e nelle aree alpine, durante tutto il Medioevo.
Forse grazie all’arrivo dei due soldati o delle popolazioni d’oltralpe la preziosa reliquia, il dito pollice del Santo, arrivò fino a Sauris

Cosa c’è da vedere a Sauris:
• Chiesa parrocchiale
• Museo di Sant Osvaldo
• Centro Etnografico Haus Van Der Zahre

Eventi…
• Festa di Sant Osvaldo, 5 agosto

Foto tratta da: turismofvg.it

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